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Sensibilità dentale: perché succede e cosa puoi fare (senza peggiorarla)

Aggiornamento: 6 giorni fa



Ti capita di sentire una fitta quando bevi qualcosa di freddo, mangi un dolce o respiri aria fredda? La sensibilità dentale è molto comune e, nella maggior parte dei casi, si può gestire bene. L’importante è capire la causa e scegliere le soluzioni giuste.

Che cos’è la sensibilità dentale?

È un dolore breve e acuto che nasce quando la dentina (lo strato sotto lo smalto) è più esposta del normale. In dentina ci sono piccoli “canalini” che comunicano con il nervo del dente: quando arrivano stimoli come freddo, caldo o acido, può comparire la fitta.

Le cause più frequenti

Le cause possono essere diverse. Le più comuni sono:

  • Recessione gengivale: la gengiva si ritira e scopre la radice, che è più sensibile.

  • Spazzolamento troppo energico o spazzolino duro: può consumare lo smalto e irritare le gengive.

  • Erosione da acidi: bibite, agrumi, aceto, reflusso gastroesofageo possono indebolire lo smalto.

  • Bruxismo (digrignamento): può creare microfratture e usura.

  • Carie o otturazioni infiltrate: a volte la “sensibilità” è un campanello d’allarme.

  • Sbiancamento: può dare sensibilità temporanea.



Cosa puoi fare a casa (in modo sicuro)

Ecco alcune indicazioni utili che spesso aiutano già nelle prime settimane:

  • Passa a uno spazzolino morbido e spazzola con movimenti delicati vicino alla gengiva.

  • Usa un dentifricio specifico per denti sensibili (costanza: almeno 2–4 settimane).

  • Evita di spazzolare subito dopo cibi o bevande acide: aspetta 30 minuti e nel frattempo sciacqua con acqua.

  • Riduci “sorsi e snack” acidi o zuccherati ripetuti durante la giornata.

  • Se digrigni, valuta un controllo: spesso un bite notturno protegge i denti.

Cosa evitare (per non peggiorare)

  • Spazzolare forte “per pulire meglio”: non funziona e può aumentare il problema.

  • Rimedi fai-da-te abrasivi (bicarbonato usato spesso, polveri sbiancanti): possono consumare lo smalto.

  • Ignorare una sensibilità che peggiora o diventa dolore spontaneo: potrebbe non essere “solo sensibilità”.

Quando è meglio fare una visita

Se la sensibilità è localizzata su un dente, dura da più di 2–3 settimane, compare anche senza stimoli, o si associa a dolore alla masticazione, è consigliabile un controllo. In Studio si può capire la causa (carie, recessione, usura, microfratture) e scegliere la terapia più adatta: desensibilizzanti professionali, sigillature, correzione dell’igiene, trattamento della carie o protezione dal bruxismo.



 
 
 

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